Nel 1980 Mary Stauffer e la figlia Beth furono rapite in Minnesota da Ming Sen Shiue, un suo ex studente. Rimasero prigioniere per sette settimane prima di riuscire a fuggire.
Il 16 maggio 1980, Mary Stauffer e sua figlia Elizabeth “Beth”, di otto anni, vennero rapite nel parcheggio di un salone di bellezza a Roseville, Minnesota.
Il sequestratore era Ming Sen Shiue, che quindici anni prima era stato alunno di Mary nella sua classe di matematica. La donna e la bambina sarebbero rimaste sue prigioniere per sette settimane.

Mary Stauffer: il rapimento e l’omicidio del piccolo Jason Wilkman
Armato di pistola, Shiue costrinse Mary a guidare fino a una zona isolata, dove legò e imbavagliò madre e figlia prima di chiuderle nel bagagliaio dell’automobile.
Durante il tragitto, il bambino di sei anni Jason Wilkman vide ciò che stava accadendo. Shiue rapì anche lui e lo mise nel bagagliaio insieme alle Stauffer.
Successivamente lo portò in una zona isolata e lo uccise colpendolo violentemente alla testa con un oggetto metallico. Il suo corpo sarebbe stato recuperato soltanto mesi dopo, quando Shiue indicò agli investigatori l’area in cui lo aveva nascosto.
Mary e Beth vennero invece trasferite nell’abitazione di Shiue a Roseville e rinchiuse principalmente in un armadio preparato per trattenerle, con la maniglia della porta rimossa. Durante la prigionia Mary subì ripetute violenze sessuali, alcune delle quali Shiue registrò su videocassetta. Non chiese mai un riscatto.
I cardini della porta e la fuga dopo sette settimane
Il 7 luglio 1980, mentre Shiue era fuori casa, Mary scoprì di poter rimuovere i perni delle cerniere dell’armadio. Lei e Beth riuscirono così a liberarsi, telefonarono alle autorità e si nascosero fino all’arrivo degli agenti. Shiue venne arrestato quello stesso giorno.
Nel settembre 1980 fu riconosciuto colpevole in tribunale federale del rapimento di Mary e Beth e condannato all’ergastolo. Affrontò poi un secondo processo per il rapimento e l’omicidio di Jason Wilkman: venne dichiarato colpevole di omicidio di secondo grado e ricevette altri 40 anni di carcere, da scontare contemporaneamente alla pena federale.
Durante quest’ultimo processo avvenne un ulteriore episodio drammatico: mentre Mary testimoniava, Shiue la aggredì in aula con un coltello, ferendola al volto. La ferita richiese 62 punti di sutura.